VIOLENZA: ANCHE IN TERZA CATEGORIA LA VIOLENZA REGNA SOVRANA.
01.03.2010 20:39 di Marco Bova
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L’attesissimo derby, che ieri pomeriggio ha visto impegnate il Mazara ed il Trapani, pare non aver lasciato strascichi negativi dal punto di vista della sicurezza pubblica. Una sconfitta, quella maturata in campo, che è riuscita a lasciare sulle labbra dei presenti (e forse anche degli assenti) un sorriso ammiccante verso un “armistizio” generale. Purtroppo però, ancora una volta, ci si ritrova a rappresentare la voce fuori dal coro perché, a debita distanza dalle luccicanti telecamere delle televisioni, e dalle penne più sopraffine dei quotidiani regionali, la consueta “carneficina” del tifo ha avuto modo di sfogarsi per benino.
Non domenica, ma sabato. Il campo, lo stesso (il Comunale “Nino Vaccara” di Mazara del Vallo). Non nel campionato di Serie D, ma nel campionato di Terza Categoria. Ebbene si, l’ultima categoria per eccellenza, l’ultimo gradino, il campionato dove il divertimento, lo svago, la passione e lo spirito di gruppo dovrebbero primeggiare in assoluto. L’episodio in questione è legato all’incontro Vallese – Sporting Rcb valido per il quarto turno del girone di ritorno. Piccolo inciso. La formazione ospite, ha sede a Marsala, ma buona parte dell’organico, cosi come lo staff tecnico e dirigenziale, è composto da ragazzi trapanesi. A testimoniare direttamente l’accaduto è proprio Vincenzo Poma, giovane dirigente della formazione ospite. “Sul risultato di 3-0, a soli 10’ dal termine, abbiamo messo a segno la rete della bandiera e, visto il consueto spirito di gruppo che ci caratterizza, personalmente ho incitato i ragazzi in campo cercando di stimolarli in vista dei minuti finali dell’incontro”. Non l’avesse mai fatto. “In poco tempo il clima, che per l’intera durata dell’incontro era stato particolarmente ostile, (la tribuna vedeva una cinquantina di supporter organizzati - impegnati per l’intero incontro ad insultare pesantemente i ragazzi in campo –, cosa abbastanza strana di per sé visto e considerato che solitamente coloro che seguono l’ultima categoria sono semplici appassionati o persone vicine ai protagonisti in campo) si infiammava inesorabilmente e purtroppo mi sono visto coperto da una pioggia di insulti, da un fitto lancio di oggetti e da una serie di sputi in arrivo dalla vicina tribuna”. “Inoltre dopo pochi secondi mi sono visto travolto dall’allenatore della formazione locale che mi ha minacciato in tutte i modi possibili ed immaginabili prima di essere espulso dal direttore di gara”. Roba da lager nazisti. Il tecnico citato, per il bene dell’inventario è tale Pasquale Carpinteri, volto noto agli appassionati locali.
Atteggiamenti inqualificabili che tristemente, negli ultimi anni, sembrano scivolare velocemente su coloro i quali, giornalmente si informano, si innamorano e si fanno travolgere dagli entusiasmo che questo sport riesce a trasmettere. Non bisogna commettere il gravissimo errore di considerare “un fatto a se stante” un inciviltà del genere. La violenza, nel mondo pallonaro, rischia di prendere il sopravvento sulle innumerevoli caratteristiche che spingono diversi giovani ad avvicinarsi alla sfera rotonda e bisogna assolutamente capirlo per provare a prevenirlo.
Aprire l’agenda, trovare la pagina odierna, prendere un pennarello rigorosamente rosso e segnare una data che volendo o non volendo è ormai entrata di diritto nella lunga storia granata. Questo è il procedimento che il “manuale del buon tifoso” ...